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Arezzo cittadina collinare
della Toscana vanta un origine antichissima. Fu una
delle maggiori lucumonie etrusche e successivamente
città romana d'importanza strategica. Arezzo
sorge su una collina al limite della pianura formata
dalle alluvioni dell'Arno. |
| Al suo culmine emergono la cattedrale, il palazzo
Comunale e la fortezza Medicea dai quali si diramano
a ventaglio, verso il basso e fino alle porte urbiche
le strade principali. La parte più elevata
della città conserva uno spiccato aspetto medioevale. |
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| I monumenti : Costruita a somma del colle in
uno slanciato e solenne gotico toscano, la Cattedrale
(Duomo) conserva nel suo interno pregevolissime
opere d'arte, fra le quali la Maddalena di Piero
della Francesca e le vetrate istoriate di Guglielmo
de Marcillat.
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- Santa Maria della Pieve è la maggiore
e più bella chiesa romanica dell'Aretino (XII-XIII
sec) e certamente la più caratteristica della
città dove sorse all'epoca del libero comune.Il
suo campanile detto "dalle cento buche"
per le numerose bifore abbinate è uno degli
elementi emblematici di Arezzo, mentre la decorazione
fastosa della facciata interpreta modi stilistici
del romanico-pisano-lucchese temperato dalla severità
dell'arioso interno. |
| La tribuna della Pieve si eleva sulla Piazza Grande
(chiamata anche piazza Vasari). Piazza Grande è
considerata una vera antologia di stili architettonici
che vanno dal romanico, al gotico, al rinascimento,
al barocco Piazza Grande è una delle più
originali e pittoresche piazze d'Italia. Nella piazza
sorgono il prezziososo palazzo della fraternita dei
Laici e l'imponnete Loggiato del Vasari. |
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La rinomata fiera dell'antiquariato si svolge in
piazza Grande ogni prima domenica del mese e sabato
precedente. Affermato mercato antiquario a livello
nazionale, la fiera è nata nel 1968 e richiama
ad ogni edizione migliaia di visitatori. I banchini
degli espositori si estendono anche nelle vicine strade
dell'antico centro medievale.
Nello sfondo uno degli antichi palazzi con la torre.
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| Alcune Immagini tratte dalla Fiera d' Antiquariato
che ogni prima domenica del mese attira migliaia di
visitatori |
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La terza domenica di Giugno e la prima domenica
di Settembre vi si corre la "Giostra del Saracino",
torneo a cavallo con costumi d'epoca. Nella foto vediamo
una carriera. La carriera è' la rincorsa che
il cavaliere prende, con il cavallo al galoppo, prima
dell'impatto contro il buratto, in primo piano sulla
destra. Lo spazio che il cavaliere percorre è
di circa 150m. Sullo sfondo si ammira uno squarcio
di piazza Grande |
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- La Basilica di S. Francesco (XIV secolo), consta
di una chiesa superiore e di una inferiore ed è
sede di vari tesori artistici, di cui una serie di
affreschi con la "Leggenda della Vera Croce"
di Piero della Francesca. Al 1500 risale la vetrata
del risone di controfacciata con "Onorio III
che concede a San Francesco l'indulgenza del perdono",
capolovoro di Guillaume de Marcillat" |
| - La chiesa di S. Domenico (XIII-XIV secolo) con
il Crocifisso di Cimabue.Il crocifisso è stato
appena restaurato a causa dell'attacco nella parte
bassa di insetti. E' veramente un fatto eccezionale
che questo crocifisso delle dimensioni di 336 centimetri
per 267 sia rimasto quasi intatto sfidando gli anni;
tutta la critica è concorde nel considerarlo
come la più antica opera conservata di Cimabue
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La Chimera. Bronzo etrusco emblema della città
di Arezzo, ritrovato nel 1553 e risalente al V secolo
a.C. E' composto da distinti animali quali un leone
(il corpo), un serpente (la coda), una capra (sul
dorso). Questa figura, collegata al mito di Bellerofonte
ed al culto di Minerva, la dea della ragione, simboleggia
la vittoria del razionalismo sulla forza istintiva
animalesca. La chimera è rappresentata in un
momento della lotta mortale: ferita alla coscia, trafitta
al collo caprino è tesa alla difesa e all'offesa
in modo feroce ed aggressivo. |
| Una delle maggiori opere di Piero della Francesca
è l’affresco rappresentante la Madonna
del Parto, situato nei pressi di Monterchi. Piero
della Francesca dipinse in sette "giornate di
lavoro" (prima del 1465) la straordinaria e toccante
immagine della Madonna del Parto.A seguito di un terremoto
nel 1785 la chiesa fu completamente distrutta con
l'esclusione della parete con l'affresco. Questo fu
staccato dal muro e trasferito nell'altar maggiore
di un'altra chiesa che effettuava servizio per il
cimitero. Solo nel 1889 l'affresco fu riscoperto come
un grande capolavoro di Piero della Francesca. Nel
1910 l'opera fu nuovamente staccata dal muro e questo
la preservò dal terremoto del 1917. Dal 1956
fino al restauro del 1992, l'opera è stata
conservata all'interno di nuova cappella. |
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