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Antica
Dimora
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Dintorni:
Arezzo(a 6 Km) - Cortona (a 15 Km)
- Castiglion Fiorentino (a 6 Km) - Perugia(a 55 Km) -
Pienza (a 45 Km) - Siena (a 65 Km) - Firenze(a 85 Km)
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La Valdichiana
Quella della Chiana è la più vasta delle
valli appenniniche. Oltre 500 chilometri quadrati di ben
ordinate colture. Un giardino, a vederla dall'Antica
Dimora, situata sul monte Lignano che la domina
tutta dai suoi 600 metri di altitudine. Già ventidue
secoli fa doveva essere considerata il granaio d’Etruria
se Annibale, prima di attraversarla per attirare le legioni
romane nell’imboscata del Trasimeno, poté
approvvigionare il suo esercito saccheggiandola......
(continua Val Di Chiana)
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Arezzo cittadina
collinare della Toscana vanta un origine antichissima.
Fu una delle maggiori lucumonie etrusche e successivamente
città romana d'importanza strategica. Arezzo
sorge su una collina al limite della pianura formata
dalle alluvioni dell'Arno. |
| Al suo culmine emergono la cattedrale,
il palazzo Comunale e la fortezza Medicea dai quali
si diramano a ventaglio, verso il basso e fino alle
porte urbiche le strade principali. La parte più
elevata della città conserva uno spiccato aspetto
medioevale. Costruita a somma del colle in uno slanciato
e solenne gotico toscano, la Cattedrale (Duomo)
conserva nel suo interno pregevolissime opere d'arte,
fra le quali la Maddalena di Piero della Francesca
e le vetrate istoriate di Guglielmo de Marcillat.
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continua..
Cortona:Fu una delle 12 città
della confederazione etrusca, e delle sue primitive mura
ciclopiche si possono ancora oggi osservare imponenti
tratti appena modificati da mura medioevali. Salvo pochi
bei palazzi rinascimentali, il carattere prevalente degli
edifici cortonesi è medioevale e contribuisce a conferire
alle strette ed erte strade un aspetto molto suggestivo.
Data la posizione elevata (600 m. s.l.m.) da ogni punto
di Cortona si gode una stupenda vista che abbraccia tutta
la Val di Chiana.
Nel Museo dell'Accademia Etrusca, fra le molte opere di
ogni periodo emergono: il lampadario etrusco detto appunto
di Cortona, uno dei più celebrati bronzi dell'antichità;
e la "Musa Polimnia", pittura ad encausto di epoca romana,
di straordinaria bellezza.Nel Museo Diocesano, oltre ad
opere di Luca Signorelli, il grande pittore rinascimentale
nativo di Cortona, si trova una delle più belle "Annunciazioni"
del Beato Angelico. Notevolissime le chiese medioevali
di S. Francesco e di S. Domenico, il Palazzo Casali medioevale
con facciata rinascimentale, le chiese rinascimentali
di S. Maria Nuova e di S. Niccolò, nelle quali si custodiscono
opere d'arte di gran pregio. Fuori città si trovano la
tomba etrusca detta "Tanella di Pitagora" (II sec. a.C.)
in località Cannaia; tombe etrusche a ipogeo del sec.
VI e VII a.C. in località Sodo; in località Metelliano
la chiesa romanica di S. Angelo; ed al Calcinaio il bel
tempio cinquecentesco di S. Maria delle Grazie. Il convento
delle Celle, fondato da S. Francesco, è uno dei luoghi
più suggestivi della zona. La "Via Crucis" del Severini
(sec.XX) segue la mistica rampa che unisce il centro abitato
al sovrastante santuario di S. Margherita, a sua volta
dominata dalla possente struttura della Fortezza del Girifalco.
Castiglion
Fiorentino: Castiglion Fiorentino situata
tra Cortona e Arezzo, è una città di origine
etrusco-romana, con un architettura medioevale predominante,
spicca l'ancora intatta cinta muraria con la dominante
fortezza del Cassero.Il centro storico è tutto
costituito da nobili edifici civili e sacri, fra i quali
i più importanti sono la chiesa gotica di San Francesco,
la collegiata e la chiesa del Gesù, tutte ricche
di opere d’arte di gran pregio.Nella pinacoteca
Comunale sono conservate pregevolissime opere di oreficeria
del XIII e XIV secolo e dipinti di grandi artisti quali
Margarito, Bartolomeo della Gatta, Vasari, Jacopo del
Sellaio, Taddeo Gaddi.
Poco fuori le mura, la rinascimentale chiesa della Consolazione,
a pianta ottagonale.
Montepulciano:
La splendida cittadina, che per le sue vestigia artistiche
e architettoniche è stata chiamata la "Perla del '500",
conserva intatta la sua bellezza. Salendo per i ripidi
borghi, il visitatore scoprirà bellissimi palazzi e chiese
dove i massimi architetti del Rinascimento trasfusero
la loro arte impareggiabile. Da vedere la splendida Piazza
Grande, con il Duomo dalla facciata incompleta e il Palazzo
Comunale; tutto intorno palazzi rinascimentali.
Nella valle sottostante il paese, in un panorama indimenticabile,
risalta la mole elegante del Tempio di San Biagio. Montepulciano
è anche un centro dalla vivacissima attività culturale:
tra le manifestazioni più note il "Cantiere Internazionale
d'Arte" e la rappresentazione popolare del "Bruscello".All'economia
agricola, sempre importantissima, si affianca oggi una
spiccata vocazione turistica, che vede una delle componenti
più importanti nelle Terme di Montepulciano, in località
S.Albino, dove vengono sfruttate le proprietà curative
di acque e fanghi.
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| Pienza
: In origine "Castello di Corsignano", Pienza
prese il nome attuale in onore del Papa Pio II Piccolomini,
che ne avviò, nella seconda metà del '400 la ristrutturazione
con la quale si tendeva a concretizzare l'immagine utopica
di città ideale. Tutto il borgo è un piccolo gioiello da
vedere, ma in particolare bisogna soffermarsi nel Duomo,
che raccoglie oper di Giovanni di Paolo, Matteo di Giovanni
del Vecchietta, di Sano di Pietro; vi è pure un altare marmoreo
attribuito al Rossellino, l'architetto che ebbe da Papa
Pio II l'incarico di ridisegnare la città.
Adiacente al Duomo vi è il "Museo Diocesano", dov'è possibile
ammirare opere della scuola del Sodoma e di Sano di Pietro,
arazzi fiamminghi del '400 e '500. A pochi metri è invece
il bellissimo Palazzo Piccolomini, edificato su disegno
del Bronzino e del Beccafumi. A valle del paese si sviluppa
il paesaggio incantevole del "Parco Artistico Naturale e
Culturale della Val d'Orcia", con calanchi, campi ondulati
e le famose balze cretacee.
(continua)
Ma più che la testimonianza degli
storici sono le evidenze archeologiche e le tradizioni culturali
a confortare l’idea della Val di Chiana come terra
di antica civiltà. Le tombe di ipogeo di Camucia
e del Sodo, i reperti di Farneta, di Foiano, di Cignano,
di Castiglion Fiorentino, il museo di Cortona, ci confermano
che gli etruschi popolarono e coltivarono questa valle contendendola
alle acque che da millenni la impaludavano.Quando Leonardo,
oltre quindici secoli più tardi, disegnò il
"Codice Atlantico", la Val di Chiana vi apparve
di nuovo come un lago. Ciò perché, alla caduta
dell’impero Romano d’occidente, le invasioni
barbariche e principalmente le guerre gotiche che insanguinarono
l’Italia per quasi tutto il VI sec. d.C. portarono
allo spopolamento delle campagne: non più amorevolmente
curata, la Val di Chiana cedette nuovamente alle acque che
tornarono ad invaderla.La bonifica lorenese dei principi
del XIX secolo, progettata e diretta dall’aretino
Vittorio Fossombroni, restituì la Val di Chiana all’antica
fertilità, disseminandola di nuovi villaggi e di
case coloniche di stupenda architettura e, per i tempi,
di impeccabile funzionalità.
Non sempre però fu un’isola felice.
Dopo il passaggio di Annibale, altri momenti epici della
storia si verificarono in Val di Chiana durante il processo
che portò alla costituzione dello stato toscano:
La battaglia di Pieve al Toppo (1288) nella quale gli Aretini
inflissero una dura sconfitta ai Senesi, in quel tempo alleati
dei guelfi Fiorentini , e la battaglia detta di Scannagallo
(1554) per il gran numero di mercenari francesi uccisi,
combattuta nei pressi di Foiano, che determinò l’assoggettamento
della Repubblica di Siena a Cosimo de’ Medici, Primo
Granduca di Toscana. Numerosi furono gli alti ingegni dell’arte
che qui ebbero i natali fra i quali primeggiano Luca Signorelli,
Pietro da Cortona, Andrea Sansovino, e nel secolo nostro,
Gino Severini.
La Val di Chiana fu il granaio d’Etruria ed è
ancora oggi una delle aree esclusive di allevamento di una
pregiatissima razza bovina da carne, detta appunto chianina,
direttamente derivata dal bos primigenius della preistoria.
Questa vocazione agricola caratterizza l’economia
della valle, dove prosperano le attività connesse
alle produzioni di cereali, di barbabietola da zucchero,
di olio pregiato e di un vino tipico: il Bianco Vergine.
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